L’Afghanistan è uno dei Paesi più vulnerabili agli impatti della crisi climatica

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Il 70% dei bambini in Afghanistan – uno dei Paesi più vulnerabili agli impatti della crisi climatica – è minacciato da eventi meteorologici estremi e si prevede che, nel Paese, la siccità si protrarrà fino al 2023.

La crisi climatica – rende noto Save the Children – rappresenta un grave rischio per tutti i bambini afghani – quasi 13,2 milioni [1] – le cui famiglie o comunità sopravvivono grazie all’agricoltura. L’attuale siccità e le inondazioni estive fuori stagione, infatti, spazzano via i raccolti, uccidono il bestiame, riducono drasticamente le forniture di cibo vitale e diminuiscono le fonti d’acqua.

Le piogge primaverili di quest’anno sono state le più scarse degli ultimi cinque anni e ora i bacini idrici del Paese e le altre fonti di acqua sotterranea si stanno prosciugando. Se anche la prossima stagione salterà, la siccità Paese si protrarrà fino al 2023 . Nel frattempo, le inondazioni estive in altre aree del Paese hanno distrutto 85.000 acri di colture e ucciso 7.500 capi di bestiame, aggravando ulteriormente la situazione

Circa 27,8 milioni di persone vivono nelle aree rurali dell’Afghanistan, per lo più in aziende agricole, e rischiano di fronteggiare un aumento nel numero delle minacce di shock climatici per via della loro dipendenza dall’agricoltura e dal bestiame per la sopravvivenza. L’attuale combinazione catastrofica di siccità estrema, inondazioni e crisi economica porta molte famiglie di agricoltori sull’orlo della fame, costringendole a ricorrere a misure drastiche per mettere il cibo in tavola.

I casi di malnutrizione sono aumentati di quasi il 50% rispetto al gennaio 2022. I medici faticano a tenere il passo con l’aumento della domanda di cure. Con l’inverno alle porte e le scorte alimentari drasticamente al di sotto di quanto dovrebbero essere dopo il raccolto estivo, i prossimi mesi saranno critici per i bambini che stanno già sopportando il peso della crisi della fame.

L’accesso all’acqua pulita diventa ogni giorno più difficile. I bambini camminano per ore per raccogliere l’acqua per le loro famiglie o, in alcuni casi, bevono acqua sporca esponendosi a malattie mortali (trasmesse dall’acqua) come la diarrea acquosa acuta. Una recente valutazione a livello nazionale ha rilevato che l’80% delle famiglie nelle aree rurali e il 75% delle famiglie nelle aree urbane non hanno abbastanza acqua per bere, cucinare e lavarsi.

Anche il lavoro minorile è in aumento. I genitori disperati tolgono i figli da scuola e li mandano a lavorare per strada, nelle case altrui, nelle fabbriche e nelle miniere per compensare il reddito perso a causa della siccità o delle inondazioni.

“I cambiamenti climatici stanno aumentando la frequenza e la gravità degli eventi meteorologici estremi in Afghanistan. Le famiglie non hanno modo di rimettersi in piedi prima che arrivi il prossimo disastro e se a questa situazione si aggiunge l’attuale crisi economica, la loro sopravvivenza è appesa ad un filo”, ha dichiarato il direttore nazionale di Save the Children in Afghanistan, Chris Nyamandi. 

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