Come funziona la legge elettorale Rosatellum

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Alle elezioni politiche del 25 settembre si andrà a votare nuovamente con la legge elettorale Rosatellum, che prende il nome del suo relatore Ettore Rosato. Dopo  l’elezioni del 2017, tra i partiti politici si è diffusa l’idea  di cambiare la legge, ma la caduta improvvisa del governo Draghi ha spento ogni iniziativa di modifica.

La legge elettorale

Il Rosatellum, approvato nel 2017, prevede un sistema elettorale misto di cui circa un terzo dei seggi di Camera e Senato vengono eletti con un sistema maggioritario nei collegi uninominali, e i restanti due terzi con un sistema proporzionale. Si tratta di un sistema che tende a favorire le coalizioni, e penalizza i partiti che si presentano da soli.

Per la Camera, il numero di deputati da eleggere è di 400, dei quali 8 eletti nella circoscrizione estero. I 3/8 dei seggi (146 seggi) sono assegnati nei collegi uninominali, con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. Fatto salvo quello della Val d’Aosta che è costituita in un unico collegio uninominale, i restanti 245 seggi sono attribuiti con metodo proporzionale a livello nazionale in 49 collegi plurinominali.

Per il Senato, il numero di senatori da eleggere è di 200, di cui 4 nella circoscrizione estero. I 3/8 dei seggi (67 seggi) sono assegnati nei collegi uninominali, con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. Fatti salvi i collegi uninominali delle regioni che eleggono un solo senatore (Valle d’Aosta) e quelli del Trentino-Alto Adige (che elegge 6 senatori solo con sistema uninominale), i restanti 122 seggi sono assegnati, in ciascuna regione, nell’ambito di 26 collegi plurinominali, con il metodo proporzionale dei quozienti interi e dei maggiori resti, tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato la soglia di sbarramento.

 

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