Foggia, la “quarta mafia” che sfugge alle logiche già osservate

Nei primi 8 giorni si sono suseguite 9 bombe contro gli esercenti di Foggia e di San Severo.
Centinaia di poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di Finanza sono impegnati in perquisizioni a tappeto alla ricerca di armi, droga e latitanti.
«L’obiettivo dell’imponente operazione – si legge in una nota congiunta delle forze di polizia -, oltre che ribadire la presenza forte dello Stato sul territorio, è quindi quello di restituire la piena fiducia ai cittadini onesti e perbene di Foggia e provincia».

L’azione della mafia su Foggia è un “caso unico” in Italia. Sfugge alle logiche già osservate e sperimentate altrove. L’azione di contrasto non può essere improvvisatoa o lasciata al caso. Ne è convinto il presidente onorario della FAI – Federazione Antiracket Italiana, Tano Grasso, ospite qualche giorno fa, a un seminario presso l’Università di Foggia.

Della gravissima situazione ne è consapevole anche il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, che ha ribadito l’azione dello Stato, ma anche la partecipazione del mondo imprenditoriale che deve sottrarsi dall’impresa illecita e tornare a investire per creare nuove opportunità di lavoro.

Per il presidente della prima associazione antiracket italiana, Tano Grasso, la “quarta mafia” di Foggia è diversa dalle altre organizzazioni mafiose, per l’uso della violenza. “Gli attentati sono strumenti di comunicazione, spot pubblicitari, un modo che dire agli imprenditori che la mafia è presente. Ma qui, a Foggia, c’è un eccesso di violenza, un accanimento verso gli imprenditori che hanno denunciato che altrove sarebbe incomprensibile”, ha aggiunto Grasso.

Lunedì 17 il ministro Lamorgese sarà a Foggia in prefettura, per valutare le misure per intensificare l’azione di prevenzione e di controllo del territorio, potenziando la strategia di contrasto già attivata.

 

Immagine di copertina: SkyTg24

Condividi