Giorgia Meloni, la prima Presidente del Consiglio donna della storia d’Italia

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Giorgia Meloni è la prima premier donna della storia d’Italia, e nel contempo guida il governo più di destra di sempre.

 Il lungo percorso politico di Giorgia Meloni 

Giorgia Meloni dal 2006 è giornalista professionista.
Dall’età di 15 anni  aderì al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del partito Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale. Nel 1996 divenne responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentando tale movimento in seno al Forum delle associazioni studentesche istituito dal Ministero della pubblica istruzione.
Nel 1998 fu eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002.
Nel 2000 divenne dirigente nazionale di Azione Giovani. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nominò  coordinatrice del comitato nazionale di reggenza di Azione Giovani. Nel 2004 venne eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo, a capo della lista “Figli d’Italia”, diventando la prima presidente donna di un’organizzazione giovanile di destra. Dal 2004 al 2006 lavorò  al quotidiano Secolo d’Italia.
Alle elezioni politiche del 2006, a 29 anni, fu eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Lazio 1, divenendo la più giovane parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 fu una dei vicepresidenti della Camera dei deputati.

Ministra della Gioventù 

Alle elezioni politiche del 2008  fu rieletta deputata nelle liste del Popolo della Libertà e con l’insediamento del nuovo governo Berlusconi fu nominata ministra  per la Gioventù.
Nell’agosto 2008, la ministra Meloni invitò gli atleti italiani a boicottare la cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici di Pechino, in dissenso verso la politica attuata dal governo cinese nei confronti del Tibet. L’invito della Meloni non fu condivisa dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e nè dal ministro degli Esteri Franco Frattini.

La fondazione di Fratelli d’Italia 

Il 20 dicembre 2012 lasciò il PdL e fondò, assieme a Guido Crosetto, Ignazio La Russa e altri provenienti da AN, PdL e MSI, il nuovo movimento politico di destra Fratelli d’Italia.
Alle elezioni politiche del 2013 fu  rieletta alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 3 per Fratelli d’Italia, diventandone capogruppo.
L’8 marzo 2014 divenne presidente di Fratelli d’Italia. In questi anni la Meloni è riuscita a portare Fratelli d’Italia dal 4 al 26%.
Alle elezioni politiche del 2018 fu rieletta deputata nel collegio uninominale Lazio 2 per la coalizione di centro-destra. In relazione ai vari governi che si sono susseguiti in questi cinque anni, la Meloni con il suo partito si è posta sempre all’opposizione.
Fino alle elezioni del 25 settembre, dove il suo partito è stato il più votato, dopo l’astensionismo.

Contraria ai matrimoni e adozioni gay 

Amica di Orban, la premier Meloni condivide i valori della destra, del cristianesimo e  dei nazional-conservatori. Si è detta contraria ai matrimoni e alle adozioni tra persone dello stesso sesso e alle misure di contrasto e prevenzione dell’omo-transfobia. In un post del 2015 scriveva: “No al matrimonio tra persone dello stesso sesso: sarebbe una spesa enorme per lo Stato e una inaccettabile apertura alle adozioni gay. Fratelli d’Italia di batterà in Parlamento contro il ddl Cirinnà che introduce la stepchild adoption e apre di fatto le porte all’utero in affitto. Per noi le priorità sono altre: sostenere la famiglia tradizionale, e la natalità e difendere il sacrosanto diritto di un bambino ad avere un padre e una madre.”

 

 

Questi concetti furono ribaditi il 19 giugno  dalla Meloni durante un comizio in Spagna a sostegno della candidatura di Macarena Olona di Vox (estrema destra spagnola).

Contraria all’eutanasia 

La Meloni è contraria anche all’eutanasia. Definì la sentenza della Consulta sul referendum eutanasia di “buon senso”. In quell’occasione dichiarò: “Un quesito inaccettabile ed estremo che avrebbe scardinato il nostro ordinamento giuridico, da sempre orientato alla difesa della vita umana e alla tutela dei più fragili e deboli”.

L’aborto 

Sull’aborto la premier ha sempre detto di non voler nè abolire e nè toccare la 194.  Durante un comizio elettorale a Genova dichiarò: ” Vogliamo dare il diritto alle donne che pensano che l’aborto sia l’unica scelta che hanno, di fare una scelta diversa. Non stiamo togliendo un diritto ma aggiungendolo”. “Sono surreali le ricostruzioni che dicono che come eventuale primo premier donna toglierei un sacco di diritti alle donne. Quali sarebbero i diritti che vogliamo togliere? L’aborto? No, vogliamo dare alle donne che pensano che l’aborto sia l’unica scelta che hanno il diritto di fare una scelta diversa. Non voglio abolire la 194, non voglio modificarla, ma applicarla integralmente anche nella parte che riguarda la prevenzione. Il che significa aggiungere diritti non toglierli“. Queste dichiarazioni fecero molto discutere.

Il blocco navale 

Per fermare l’immigrazione illegale la Meloni e il suo partito da  anni propongono il blocco navale. “Uno Stato serio controlla e difende i propri confini. Non mi stancherò mai di ribadire che l’unico modo per fermare l’immigrazione clandestina è il blocco navale: una missione europea in accordo con le autorità nordafricane. Solo in questo modo sarà possibile mettere fine alle partenze illegali verso l’Italia e alla tragedia delle morti in mare. È giunto il momento di voltare pagina. Avverrà il 25 settembre se gli italiani ci daranno fiducia”. Scrisse su Instagram la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

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