Il caso del rigassificatore di Piombino

Condividi

La Città di Piombino da mesi sta vivendo una serie di mobilitazioni contro il progetto del governo di costruire il rigassificatore  nel porto. In particolare, dalle associazioni del territorio vengono esposte  delle perplessità di natura ambientale ed economica sul progetto, nonché in tema di sicurezza per quell’area, soprattutto per il fatto che si tratta di una decisione calata dall’alto ed esente da una valutazione di impatto ambientale.

Venerdì 21 ottobre la conferenza dei servizi ha dato parere favorevole all’installazione nel porto di Piombino, del discusso rigassificatore galleggiante. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che riveste anche il ruolo di commissario per il rigassificatore, ha dichiarato che la nave «rimarrà in esercizio per tre anni».

Martedì 25 ottobre, la Giunta regionale ha approvato  ilMemorandum per Piombino e subito dopo il Presidente della regione Toscana Eugenio Giani ha firmato l’autorizzazione all’installazione del rigassificatore nel porto di Piombino (Livorno).

Il sindaco di Piombino (Fdi ) Francesco Ferrari, contrario al rigassificatore, ha  annunciato che farà ricorso al Tar.

Piombino 

Piombino è una città siderurgica post-industriale affacciata sul Mar Tirreno.  E’ stata ufficialmente dichiarata Sito di Interesse Nazionale per le emergenze ambientali, perchè si tratta di un territorio ampiamente danneggiato. Ma la città oltre a far fronte alle ferite ambientali prodotte dal siderurgico, deve fare i conti anche con lo stallo della riconversione, dopo lo spegnimento dell’alto forno avvenuto nel 2014.

Con lo scoppio della guerra in Ucraina, GNL è tornato prepotentemente alla ribalta e con esso anche il piano di un rigassificatore nel porto di Piombino.

Il piano del governo italiano

Il 6 aprile il governo italiano ha rivelato i dettagli del piano su Piombino. “Stiamo prendendo rigassificatori galleggianti di media taglia, 5 miliardi di metri cubi ciascuno, che vengono ormeggiati. In particolare su Piombino, posso anticipare che l’accordo preliminare prevede che, siccome una di queste navi non può occupare un molo per 20 anni, perché il porto ci perde, sarà ospitata per un periodo limitato, tipicamente 1-2 anni, il tempo di completare un pò più a largo il punto di innesco e di attacco alla tubazione”. Lo ha affermato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani in un’audizione alla Commissione Affari esteri della Camera.

Tra i piani del governo è previsto il noleggio di una nave già pronte per essere utilizzata, e ancorata nella zona con fondali a -20 metri del porto di Piombino, in attesa di realizzare le infrastrutture (la tubazione sottomarina e altro) necessari per un impianto off shore a diverse miglia dalla costa come quello di Livorno. Questo determinerà l’occupazione momentanea di una parte del porto e il suo inutilizzo. Il ministro Cingolani ha ammesso che, pur essendo temporanea, ci sarà qualche danno calcolato, ma per evitare problemi maggiori, ovvero il razionamento del gas a tutte le famiglie e

Il primo giugno la Snam e la  Golar LNG Limited (“Golar”) hanno firmato un contratto per l’acquisizione, da parte del gruppo Snam, del 100% del capitale sociale di Golar LNG NB 13 Corporation, che possiede come unico asset la nave di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) “Golar Tundra”, per un corrispettivo di 350 milioni di dollari (circa 330 milioni di euro). L’operazione è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Snam in data 30 maggio.

Le proteste dei cittadini

Il Comitato salute pubblica Piombino pone l’accento sugli aspetti riguardanti la sicurezza e la compatibilità territoriale del progetto del rigassificatore a Piombino, con il contesto che lo circonda anche in riferimento al nuovo porto turistico di Pontedoro e alle interferenze sul territorio rispetto alla situazione attuale e in progetto. Il comitato inoltre ricorda che la Snam ha considerato i rischi solo in merito a eventuali malfunzionamenti dell’impianto e non ad altri eventi, limitando a 500mt la fascia di interdizione intorno al rigassificatore. Per la valutazione degli altri eventi di rischio sarà compito delle autorità portuali.
“Ribadiamo comunque che la stessa Snam avrebbe dovuto eseguire, lei, gli studi su possibili incidenti dovuti a eventi esterni al ciclo produttivo per rischio di collisioni, errori umani, eventi atmosferici, attentati, insomma carenze che abbiamo evidenziato in specifiche osservazioni.” scrive il Comitato salute pubblica di Piombino.

“La Cooperativa che sta lavorando al nuovo porto turistico ha evidenziato preoccupazioni che interventi edilizi programmati possano essere bloccati per la presenza di fasce di interdizione intorno all’impianto sottoposto a rischio di incidenti rilevanti, né si può auspicare che le fasce di interdizione abbiano una restrizione. La stessa amministrazione Comunale ha messo in evidenza varie incompatibilità tra le quali quella di progetti viari ciclabili e la vicinanza con quartieri residenziali, infrastrutture vitali come il prolungamento della SS398, il riuso delle aree ex industriali, i movimenti portuali e gli insediamenti di nuove attività.

Quando si decide di installare un impianto, a rischio di incidenti rilevanti, si dovrebbe prima verificare la compatibilità con il territorio, in primis in rapporto alla sicurezza e all’ambiente e solo successivamente avanzare proposte, non il contrario come di fatto sta avvenendo. Crediamo che nessun territorio debba adattarsi, sacrificarsi, modellarsi, rinunciare, rischiare in nome di una fretta e di una scelta calata dall’alto, in una realtà dove vivono persone che hanno programmato il proprio sviluppo e il proprio futuro e che chiedono il rispetto delle leggi e dei diritti.” ha concluso il Comitato.

Il Memorandum su Piombino

Dopo il parere favorevole della  Conferenza dei servizi all’installazione del rigassificatore a Piombino, la Giunta regionale ha approvato il Memorandum per Piombino. Si tratta di una proposta di intesa in 10 punti sulle compensazioni che sarà inviata al Governo.

Finanziamento per completare l’infrastruttura portuale sia per banchina del rigassificatore, sia per le attività locali come pesca, itticoltura e turismo;

Agevolazioni per almeno il 50% sulle bollette energetiche per imprese e famiglie residenti nei Comuni compresi nell’area di crisi industriale complessa di Piombino, ovvero Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto;

Sblocco definitivo del problema relativo alla messa in sicurezza pubblica della falda nel SIN di Piombino;

Finanziamento di 200 mln di Euro per la rimozione e gestione dei cosiddetti cumuli exsiderurgici abbancati nelle aree pubbliche del SIN (esterne al perimetro del Gruppo JSW Steel);

Finanziamento di 100 mln di Euro per il parco delle energie rinnovabili per Piombino e la val di Cornia connesso sia ad impianti fotovoltaici ed eolici;

Completamento dei due lotti di collegamento del porto alla SS 398;

Disponibilità del MITE a gestire percorsi accelerati per approvazioni di progetti e/o adeguamenti di piani regolatori portuali eventualmente necessari, per bonifiche, messa in sicurezza;

Approvazione definitiva della proposta di Zona logistica semplificata (ZLS) inclusiva di Piombino;

Rifinanziamento di un fondo nazionale di 30 mln di Euro per agevolazioni e investimenti di imprese locali e politiche attive del lavoro utili per la riqualificazione del polo industriale di Piombino;

Sostegno annuo di 1 mln di Euro alla Parchi Val di Cornia per valorizzare e gestire un territorio dal potenziale turistico ed ambientale ingente, compresa l’area di Baratti- Populonia.

L’autorizzazione

Martedì 25 ottobre il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, ha firmato l’autorizzazione all’installazione del rigassificatore nel porto di Piombino. “La realizzazione di questa grande opera significa per 60 milioni di italiani abbassare le bollette e ricevere gas senza dipendere dalla Russia.” ha scritto Giani su Facebook.

 

Per sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, “la firma non cambia  l’evidenza, Giani voleva autorizzare fin dal primo giorno”. Dunque il sindaco ha annunciato che impugnerà l’autorizzazione al Tar.

Le posizioni dei partiti 

Le posizioni dei partiti sul rigassificatore di Piombino sono poco chiare, tranne qualche eccezione come Azione di Calenda e Italia Viva. Il terzo polo infatti sostiene la necessità di costruire i rigassificatori, e Calenda ha più volte parlato difeso il progetto di costruire il rigassificatore a Piombino, suggerendo anche la possibilità di militarizzare la zona.

Il Pd è meno netto, perchè nel suo programma sono previsti gli impianti di rigassificazione, ma  senza nominare quello di Piombino. L’alleato Più Europa è più esplicitamente a favore: nel programma si ribadisce  l’esigenza di «realizzare impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile».

Il centro-destra mostra posizioni poco chiare in merito, tranne il programma della Lega che parla della necessità di installare un nuovo rigassificatore a Piombino e di proseguire con le politiche adottate dal governo Draghi.

.

APPROFODINSCI ANCHE: Cos’è il rigassificatore e come funziona