Il pessimo esordio del nuovo governo inglese guidato da Liz Truss

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L’esordio del nuovo governo guidato da Liz Truss è iniziato nel peggior dei modi. Il 23 settembre il governo inglese ha annunciato un piano di espansione fiscale che ha colto di sorpresa non solo per le dimensioni, ma anche per gli interventi volti soprattutto a ridurre le tasse ai più ricchi. L’annuncio del governo inglese ha determinato  una grave crisi finanziaria nel Paese, con la sterlina crollata ai minimi storici e i rendimenti sui titoli di stato ai massimi. Una situazione che ha obbligato il governo di Liz Tass a rinunciare al taglio delle tasse.

Il piano

Le misure del piano prevedono la riduzione dell’aliquota dal 45% al 40% ai redditi superiori alle 150.000 sterline. In merito al tetto sui bonus ai banchieri  è stata disposta la revoca, per rendere più attrattiva la City. A queste misure si è aggiunta la sospensione dell’aumento delle aliquote societarie  dal 19% al 23%, previsto dal passato governo. Il costo complessivo di queste misure è di 45 miliardi di sterline (circa 50 miliardi) da finanziare da debito. Poi si sono aggiunte alte misure per fronteggiare il carobollette per famiglie e imprese.

La reazione dei mercati 

La reazione dei mercati non si è fatta attendere con l’impennata dei rendimenti dei titoli di stato e il brusco calo  del cambio e della borsa. Pertanto la Bank of England è stata costretta a intervenire per  salvaguardare la stabilità finanziaria. Il 28 settembre la BoE ha annunciato di aver dato avvio a un piano di acquisti di Gilts potenzialmente illimitato nelle quantità, ma temporaneo. Inoltre la BoE ha rinviato l’avvio del piano di vendite di titoli sul mercato.

Alla luce della grave situazione finanziaria, il governo inglese è stato costretto a rinunciare al taglio delle tasse anche perchè non avrebbe avuto l’approvazione del Parlamento.

Nonostante il paso indietro della Truss, la crisi economica non si è interrotta. Il 14 ottobre scade il piano di emergenza di acquisto emergenziale di bond da parte della Banca d’Inghilterra, ma gli investitori sono tornati a mostrare tensioni e nervosismo.

Per la grave crisi che sta investendo il Regno Unito, venerdì 14 ottobre, Kwasi Kwarteng, il Cancelliare dello Scacchiere del governo britannico (il nostro equivalente ministro dell’Economia), ha annunciato di essere stato rimosso  dalla prima ministra Liz Truss.

Il passo indietro 

Al suo posto è stato nominato Keremy Hunt, un esponente del Partito Conservatore, che avrà il compito di calmare i mercati e ristabilire la credibilità del Paese.

“Quasi tutto il pacchetto fiscale” introdotto dal governo britannico della premier Liz Truss il 23 settembre “sarà cancellato”. Lo ha annunciato il nuovo cancelliere dello Scacchiere Jeremy Hunt. L’annuncio di Hunt ha dato una boccata di ossigeno alla sterlina e agli indicatori di borsa di Londra.

L’esperienza inglese deve essere un monito per l’Italia. Come scrive Angelo Baglioni su Lavoce.info, il debito inglese è pari al 100% del PIL, inferiore al debito italiano. Tuttavia, i mercati finanziari hanno reagito male ad una manovra totalmente finanziata a debito. Quanto successo sui mercato dei Gilts è un monito a quanto potrebbe succedere sul mercato dei Btp nostrani, nel caso in cui il nuovo governo dovesse dar seguito alle varie promesse della campagna elettorale: Flax tax, pensioni minime  1000 euro, Quota 41.