Il taglio dei parlamentari non ha prodotto i risparmi sperati

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Con la vittoria del si al referendum del 20-21 settembre 2020 il numero dei parlamentari è passato da 945 a 600.
La riduzione dei parlamentari è stato  uno dei cavalli di battaglia del M5S. Secondo l’ex capo politico Luigi Di Maio  ci sarebbe stato uno snellimento delle procedure legislative e un  risparmio economico di circa 500 milioni di euro a legislatura, ovvero 100 milioni annui. In realtà il risparmio sembra essere molto più contenuto.

I bilanci della Camera e del Senato

Il 13 luglio 2022 l’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati ha approvato il budget annuo di 943,2 milioni di euro all’anno  per il 2022, 2023 e 2024. Si tratta della stessa cifra approvata nei passati trienni.

La stessa dinamica avviene al Senato, dove il bilancio è stato approvato il 2 agosto 2022, stanziando 505,3 milioni di euro all’anno per il 2022-2024, la stessa cifra stanziata nel 2021.

Tra Camera e Senato, per le indennità ai parlamentari, dopo il taglio dei parlamentari, si sono risparmiati 60 milioni di euro, una cifra ben distante dai 100 milioni di euro all’anno prospettata dal M5S. Inoltre, sono escluse ulteriori spese aggiuntive, non riconducibili ai parlamentari. Pertanto il risparmio per tutta la legislatura sarebbe di 300 milioni di euro, una cifra ben distante dai 500 milioni ipotizzati dal M5S.