Il Tribunale supremo federale del Brasile ha deciso la riattivazione del fondo Amazzonia

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La Corte suprema del Brasile ha deciso la riattivazione del fondo governativo che si occupa della conservazione dell’Amazzonia, sospeso nel 2019 da Bolsonaro. Il tribunale ha accolto una causa intentata nel giugno 2020 da quattro partiti politici  che chiedevano l’immediata ripresa del fondo. Già il 30 giugno il tribunale aveva ordinato al governo Bolsonaro di smettere di sabotare il Fondo per il clima.

Il fondo è un importante strumento per la protezione dell’Amazzonia. Stando a quanto deciso dalla Corte, la riattivazione dovrà avvenire entro 60 giorni, e le risorse dovranno essere utilizzate per finanziare i programmi contro la deforestazione, e per la tutela del polmone verde.

Il Fondo Amazon è il più grande fondo per la protezione delle foreste mai implementato. Il danno derivante dal suo arresto per quattro anni è irrecuperabile, ma la sua riattivazione è più che urgente per poter riprendere l’agenda della protezione delle foreste, della lotta alla deforestazione e dello sviluppo sostenibile”, ha dichiarato Tasso Azevedo, coordinatore tecnico dell’Osservatorio del Clima e uno dei principali artefici del fondo durante la gestione di Marina Silva, nel 2007.

L’Amazzonia è uno degli ecosistemi più vitali del pianeta. Comprende un’area di 7.500.000 km² in 9 Paesi (40% dell’America latina), 1/4 della biodiversità mondiale, 1/3 di tutto il legname tropicale, 30 mila specie di piante, di cui 2000 commestibili e molte ancora da scoprire. 

Da gennaio a settembre, l’area della foresta amazzonica abbattuta ha raggiunto i 9.069 km², che corrispondono a quasi otto volte la città di Rio de Janeiro. Si tratta della più grande devastazione degli ultimi 15 anni.

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