L’aumento dei tassi di interesse: cosa significa e quali sono i rischi per l’economia

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A giugno la Bce ha comunicato la fine della politica monetaria basata sul Quantitative easing e l’aumento dei tassi dello 0,5 a partire dal 1 luglio. L’8 settembre  ha approvato un ulteriore rialzo senza precedenti dei tassi di interesse di 75 punti base con l’obiettivo di frenare l’inflazione. A ottobre la  Banca centrale europea ha nuovamente alzato i tassi d’interesse di 75 punti base (lo 0,75%). Il tasso principale sale quindi al 2%, il tasso sui depositi all’1,5% e il tasso sui prestiti marginali al 2,25%.

Il Consiglio direttivo ha annunciato che si aspetta di alzarli ancora per assicurare il “tempestivo ritorno dell’inflazione al suo obiettivo di medio termine del 2%” anche se le future decisioni saranno prese di volta in volta sulla base dei dati.

Le cause dell’inflazione

Negli ultimi 15 anni, oltre ad avere un’economica che cresceva poco, abbiamo avuto anche una bassa inflazione, ovvero un aumento dei prezzi molto contenuto.

In questi due anni lo scenario è cambiato: con la fine dei lockdown della pandemia da Covid-19, l’economia è nuovamente ripartita con una domanda di materie prime, beni e servizi molto elevata, spesso superiore all’offerta di mercato. Questo squilibrio ha determinato l’aumento dell’inflazione. Inoltre, le tensioni geopolitiche come la guerra in Ucraina hanno ulteriormente acuito il fenomeno.

Negli Stati Uniti l’inflazione  ha superato ampiamente l’8% a marzo, mentre in Europa si è attestata sull’8 %, un livello che non si vedeva dagli anni ’90 del secolo scorso.

Il legame tra inflazione e tassi di interesse

Storicamente le banche centrali utilizzano la leva dei tassi di interesse per rimettere sotto controllo l’inflazione.

Aumentando i tassi di interesse diventa meno conveniente investire, c’è meno liquidità in circolazione, meno consumi, meno occupazione, l’economia rallenta, scende l’inflazione, ma c’è comunque un rischio di recessione. Per tale motivo le banche centrali devono dosare con molta attenzione   le manovre di aumento dei tassi, in modo da ridurre l’inflazione, senza determinare il calo del Pil.

Un aumento dei tassi di interesse comporta anche un maggior costo del debito pubblico. Questo significa che un paese per finanziare il proprio deficit,  deve offrire interessi più alti di prima, per far sì che gli investitori continuino a comprare i titoli.

Appunto.

La Banca centrale europea 

La Banca centrale europea (BCE) è la banca centrale incaricata di attuare la politica monetaria per i 19 Paesi dell’Unione europea che hanno aderito alla moneta unica. E’ stata istituita il 1 giugno 1998 in vista dell’entrata dell’euro il 1 gennaio 1999. 

L’obiettivo della Bce è la stabilità dei prezzi, ossia salvaguardare il valore dell’euro. La stabilità dei prezzi è essenziale per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.

L’Eurosistema ha il compito di:

  • definire e attuare la politica monetaria
  • svolgere le operazioni sui cambi
  • detenere e gestire le riserve ufficiali dei paesi dell’area dell’euro
  • promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento

La BCE svolge compiti specifici in materia di vigilanza bancaria, banconote, statistiche, politica macroprudenziale e stabilità finanziaria, nonché cooperazione internazionale ed europea.

Approfondisci anche La Bce annuncia l’aumento dei tassi di interesse e la fine del Qe

 

Fonti: https://www.ecb.europa.eu/ecb/html/index.it.html