Iran, Mahsa Amini è diventata il simbolo della resistenza contro l’apartheid di genere

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 In Iran, da diverse settimane sono in corso delle proteste per chiedere verità e giustizia sulla morte di Mahsa Amini, arrestata dalla polizia morale  perchè non indossava correttamente il velo. Il giorno dopo l’arresto Mahsa è deceduta. Alcuni testimoni oculari sostengono sia stata picchiata nel furgone della polizia. La polizia iraniana ha negato le accuse,  affermando che la donna aveva “sofferto di un improvviso arresto cardiaco“. Ma secondo vari giornali, il colonnello sarebbe stato sospeso.

Le proteste 

Le proteste sono iniziate subito dopo la morte di Mahsa Amini e poi gradualmente si sono diffuse in tutto il paese. Ci sono scontri con la polizia, che hanno determinato feriti e alcuni morti.

Molte donne in segno di protesta manifestano senza il velo in testa. “Questa è una rivoluzione femminile in Iran. Non è morta per noi. Sta diventando un simbolo di resistenza contro l’apartheid di genere“, ha scritto su Twitter la giornalista Masih Alinejad. Diverse donne hanno bruciato il velo davanti alla telecamera, mentre altre hanno diffuso video in cui si tagliano i capelli in segno di protesta contro la Repubblica islamica che ha imposto l’hijab alle donne.

 

Dopo 80 anni di utilizzo dell’hijab, Gohar Eshghi, la mamma del blogger uraninao Sattar Beheshi ucciso dalla Repubblica islamica nel 2012, si è tolta l’hijab “a causa di una religione che uccide le persone”. Ha chiamato le persone che non protestano, codardi. 

 

Mercoledì 26 ottobre, è partito una specie di pellegrinaggio verso la tomba di Mahsa Amini. Anche in questa occsione le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco sulla folla lo ha denunciato l’ong Hengaw Human Rights Watch. Ma non è un episodio isolato.

Le protesta si estendono anche nel mondo dello sport. Dopo le prese di  posizione dei calciatori impegnati in Qatar, una squadra di basket femminile si è fatta ritrarre in una foto di gruppo senza hijad.

 

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Il regime iraniano sta intervenendo con una sanguinosa repressione. Da qualche anno le intimidazioni nei confronti delle donne iraniane sono in aumento, a causa della tentata emancipazione femminile. E per questo motivo le autorità hanno ulteriormente inasprito le misure di repressione sulle donne che manifestano pacificamente contro l’obbligo del velo.

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Immagine di copertina: https://www.birgun.net/haber/ofkemiz-molla-rejimini-yikacak-403257

 

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