Alexey Navalny, il principale oppositore politico di Putin

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Alexey Navalny è uno dei principali oppositori di Vladimir Putin. Una buona parte della sua popolarità è stata determinata dal blog, dove dettagliava le accuse di corruzione contro il sistema di potere russo, e dalla Fondazione Contro la Corruzione.

L’attivista

Nel 2011 Navalny partecipò alle manifestazioni contro i brogli delle elezioni  parlamentari russe vinte dal partito di Vladimir Putin. In quell’occasione dichiarò che vi era un numero sufficiente di persone per conquistare il Cremlino e la sede del Governo, ma data la natura pacifica della manifestazioni, non era ancora arrivato il momento. Tutto questo gli costò 15 giorni di detenzione.

Nel 2013 fu condannato  a cinque anni di carcere per appropriazione indebita di 16 milioni di rubli. da un’azienda di legname. Dopo una serie di proteste e le reazioni della comunità internazionale, Navalny  venne rilasciato.

A settembre dello stesso anno, arrivò secondo alle elezioni comunali di Mosca, dopo Sergei Sobyanin, alleato di Putin. La Corte d’Appello di Kirov, pur confermando la colpevolezza di Navalny, sospese la sentenza, e di conseguenza le fu impedito di prendere parte ad altre elezioni.

Dall’avvelenamento all’arresto 

Nell’agosto del 2020 Navalny fu vittima di un avvelenamento che lo ridusse in fin di vita. Dopo un periodo di convalescenza a Berlino, a gennaio 2021 mentre ritornava Mosca, venne arrestato con l’accusa di violazione dei termini di una condanna ricevuta alcuni anni fa.

Decine di sostenitori di Navalny sono tutt’oggi sotto procedimenti giudiziari con accuse pretestuose, altri sono già in carcere.  Alcune persone più vicine a Navalny hanno potuto lasciare il paese, ma temono per i loro parenti rimasti in Russia. 

Il 2 febbraio 2021 un tribunale di Mosca modificò una precedente sentenza che non prevedeva il carcere con una condanna a due anni e otto mesi di prigione. Di lì a poco, le autorità russe smantellarono la Fondazione anticorruzione e la Fondazione per la protezione dei diritti dei cittadini, create da Navalny. Il 9 giugno 2021 le due organizzazioni  furono definite “estremiste” e arbitrariamente messe al bando.

Il 28 settembre 2021 Navalny e i suoi soci  vennero  incriminati per la creazione di “un’associazione estremista”.

Navalny nella lista dei terroristi 

Da gennaio 2022 Navalny è nella lista dei terroristi ed estremisti, redatta dall’ente Rosfinmonitoring, il servizio federale per il monitoraggio finanziario. Lo scorso marzo fu condannato ad altri 9 anni di carcere per frode e appropriazione indebita, accuse ritenute da lui e da moltissimi altri pretestuose e motivate politicamente. Navalny stava scontando già due anni e mezzo di carcere, ma secondo i suoi collaboratori il nuovo processo ha l’obiettivo di tenere l’oppositore in carcere il più tempo possibile. 

A fine maggio il tribunale ha confermato nove anni di reclusione di Alexei Navalny per appropriazione indebita di donazioni versate alle sue organizzazioni per combattere la corruzione, accuse che lui nega e considera politicamente motivate.

Il 14 giugno 2022 Navalny è stato trasferito in una prigione prigione di massima sicurezza, dove attualmente è sottoposto a un regime carcerario più duro.

Sono in un piccolo gruppo isolato (qui si chiama “distaccamento”) di detenuti in una sezione completamente isolata dal resto della zona. Una prigione dentro una prigione con un regime completamente folle e intollerabile.” Ha scritto su Twitter il dissidente Navalny.

Il 19 settembre Amnesty International ha ricevuto preoccupanti informazioni sul trattamento sempre più duro inflitto al prigioniero di coscienza russo Aleksei Navalny. 

Le informazioni si riferiscono a punizioni per presunte infrazioni, così come al divieto imposto agli altri detenuti di parlare con Navalny e persino di guardarlo. I movimenti del detenuto sono segnalati da una campanella d’allarme, al cui suono gli altri detenuti devono voltarsi o, se sono troppo vicini, allontanarsi.

Inoltre, Navalny non può aver colloqui riservati col suo avvocato: i due si parlano separati da una struttura di plastica opaca e sono dunque impossibilitati a scambiare o esaminare documenti.

Dal 15 agosto  è stato posto in cella di punizione quattro volte per presunte infrazioni, come non aver abbottonato bene la divisa carceraria. Questo regime punitivo prevede il divieto di ricevere visite, pacchi e lettere.