Russia, la repressione del movimento femminista contro la guerra

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Negli ultimi mesi 
le autorità russe hanno approvato numerose leggi che puniscono le persone per reati pretestuosi come  la diffusione delle informazioni consapevolmente false sulle forze russe. In pochi mesi sono stati aperti quasi 200O procedimenti amministrativi per “screditamento delle Forze armate”, nei confronti di persone che hanno espresso critiche all’invasione.

Il 13 aprile, un tribunale distrettuale di San Pietroburgo ha incarcerato l’artista Sasha Skochilenko con l’accusa di aver diffuso “informazioni consapevolmente false” sull’invasione russa in Ucraina.

L’attivista è stata  accusata di aver sostituito i cartellini dei prezzi in un negozio di alimentari di San Pietroburgo, con le informazioni sull’attentato al Teatro  di Mariupol e sul numero di civili uccisi nella città assediata. Attualmente Sasha si trova in un ospedale psichiatrico dove farà degli esami per il procedimento penale. 

Ad oggi più di 100 attiviste di resistenza femminista contro la guerra sono state arrestate, perquisite o minacciate. Il 30 marzo Yevgenia Isaeva, un’artista di San Pietroburgo, è stata multata di 45.000 rubli (circa 500 euro) e in seguito posta in stato di detenzione per otto giorni per “vandalismo” a causa delle sue performances artistiche.

Le artiste Aleksandra Skochilenko e Yulia Kaburkina sono state arrestate il 2 aprile a Cheboksary per aver sostituito i cartellini dei prezzi con informazioni e slogan contro la guerra in un supermercato di San Pietroburgo. 

Aleksandra Skochilenko è stata posta in custodia cautelare,  con l’accusa di aver “diffuso consapevolmente false informazioni sull’utilizzo delle forze armate russe” , un nuovo articolo del codice penale, introdotto dal governo russo a marzo 2022 per cercare di fermare le critiche della popolazione russa sull’invasione dell’Ucraina.

Attualmente, Alessandra viene molestata dalle guardie carcerarie e dalla sue compagne di cella. Nel caso venisse condannata, rischierebbe fino a 10 anni di reclusione.

La resistenza femminista contro la guerra

La Resistenza femminista contro la guerra ha assunto la guida del movimento di protesta in Russia. L’idea di sostituire i cartellini dei prezzi con informazioni sulla guerra della Russia in l’Ucraina è emersa per la prima volta sul canale Telegram del movimento  dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala.

Il gruppo utilizza anche i volantini e i graffiti, distribuisce copie di articoli di portali indipendenti messi al bando dal governo e stampa slogan contro la guerra su banconote e su altri oggetti.

 

Inoltre, ha aperto  un numero telefonico di emergenza per fornire sostegno psicologico alle attiviste e ha istituito la Fondazione contro la guerra, che assiste le persone multate o espulse dalle università per essersi opposte alla guerra. Il movimento ha installato 500 croci di legno in 41 città per commemorare le vittime civili della guerra. Almeno 3000 attiviste hanno preso parte ai cosiddetti “picchetti silenziosi”, indossando vestiti che riportavano scritte contro la guerra.

 

Fonti: Amnesty International

https://meduza.io/en/feature/2022/04/13/price-tag-protest