Violenza sulle donne: 104 femminicidi quest’anno, 88 sono in ambito affettivo o familiare

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Dall’inizio dell’anno fino a ieri, 21 novembre, sono state uccise 104 donne,  su un totale di 273 omicidi commessi in Italia. E’ quanto emerso dalla relazione da lterzo report interforze “Il pregiudizio e la violenza contro le donne”, curato dalla direzione centrale della Polizia criminale.

“I dati che riguardano le violenze sulle donne continuano a rappresentare un dramma nazionale. Come Governo intendiamo incentrare il nostro impegno su tre pilastri d’azione: prevenzione, protezione e certezza della pena.” ha scritto la premier Giorgia Meloni su Facebook.

Il rapporto

Esaminando il periodo gennaio – settembre 2022 sono stati registrati 221 omicidi, con 82 vittime donne, di cui 71 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 42 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Confrontando il dato con quello del 2021 si nota un decremento, passando da 90 a 82 (-9%).

Nello stesso periodo anche i delitti commessi in ambito familiare/affettivo mostrano una diminuzione (-15%), passando da 114 a 97; analogamente le vittime di genere femminile, da 77 nel periodo 1° gennaio – 30 settembre 2021, scendono a 71 nell’analogo periodo dell’anno in corso (-8%).
Un decremento più marcato (-19%) si registra per le donne vittime di partner o ex partner, che passano da 52 a 42.

L’età delle donne uccise da partner e/o ex partner evidenzia come, negli ultimi nove mesi, l’incidenza maggiore (29%) si registri per la fascia d’età dai 65 anni. Seguono quelle di età compresa tra i 31 ed i 44 anni (24%) e tra 45 ed i 54 anni (21%).

La  nazionalità delle vittime appare evidente la netta prevalenza di quelle italiane, che rappresentano l’81% nel periodo 2021 e il 79% in quello 2022.

 I reati spia 

Per fornire un quadro più completo sulla violenza contro le donne, è fondamentale dedicare un approfondimento sui cosiddetti reati  spia come gli atti persecutori, maltrattamenti contro familiari e conviventi, e violenze sessuali.

Per quanto concerne gli atti persecutori (stalking), nel 2022 emerge un decremento pari al 17% dei reati, che sono stati 12.200 a fronte dei 14.704 dell’analogo periodo nel 2021.
Si evidenzia, tuttavia, che l’incidenza delle vittime di sesso femminile aumenta di un punto percentuale, passando dal 74 al 75% nel periodo d’analisi dell’anno corrente.

Per i maltrattamenti contro familiari e conviventi, nel periodo gennaio-settembre 2022 si rileva un decremento, pari all’8%, dei reati, che sono stati 16.857 a fronte dei 18.378 dell’analogo periodo nel 2021. Diminuisce invece dell’1% la, comunque elevata,
incidenza delle vittime di sesso femminile, attestatasi all’81%.

Un trend in lieve crescita si registra con le violenze sessuali che aumentano del 9%, passando dai 4.038 episodi dei primi 9 mesi del 2021 ai 4.416 dell’analogo periodo del 2022.

Le vittime dei reati spia 

La maggior parte delle e delle donne offese abbia un’età compresa tra 31 e 44 anni (34% nei primi nove mesi sia del 2021 che del 2022), cui seguono quelle di età compresa tra i 18 e 30 anni (22% in entrambi i casi). Nei citati periodi la
percentuale di vittime minorenni si attesta rispettivamente all’8% e al 9%.

Tra le vittime straniere, sia nel periodo gennaio – settembre 2021 che in quello 2022, predominano quelle di nazionalità romena, seguite da quelle di nazionalità marocchina, albanese e ucraina. A riguardo occorre tener presente che la propensione a denunciare differisce a seconda delle comunità di appartenenza.

Gli autori dei reati spia 

La  maggior parte abbia un’età compresa tra 31 e 44 anni, cui seguono quelli della fascia anagrafica tra i 45 e i 54 anni (che incidono per il 24% nel 2021 ed il 23% nel 2022) e quelli tra i 18 e 30 anni (19% nel 2021 e 20% nel 2022); in entrambi i periodi parziali esaminati del biennio gli autori minorenni si attestano al 2%. In merito alla nazionalità, la percentuale di autori italiani si attesta su valori simili, scendendo dal 74% del 2021 al 73% nel 2022.

Tra gli autori stranieri, emerge come, sia nel periodo gennaio – settembre 2021 che in quello 2022, predominino quelli di nazionalità romena, cui seguono quelli di nazionalità marocchina, albanese, tunisina e nigeriana.

Richieste di aiuto al numero di pubblica utilità 

Secondo i dati Istat, rispetto al secondo e al terzo trimestre 2021, nei corrispondenti trimestri del 2022 si registra un calo delle chiamate valide (da 8.508 si passa a 7.562, -11% per il secondo trimestre; da 8.217 a 7.177, -12,6% per il terzo trimestre); calo che si registra della stessa intensità per i contatti via telefonica che passano da 7.210 a 6.243 (-13,1%) nel secondo trimestre e da 6.815 a 5.811 (-14,7%) nel terzo trimestre. Via chat il calo dei contatti risulta più contenuto nel terzo trimestre; da 1.402 a 1.366, -2,6%; mentre per il secondo trimestre si registra un incremento del +1,6%.
Nel secondo trimestre, tra i motivi delle chiamate si continua a registrare un incremento sia nelle richieste di informazioni sul 1522, che passano da 2.231 a 2.319 (+4,7%), sia nelle richieste di aiuto non strettamente legate alla violenza (richieste fuori target) da 428 a 1.136 (+165%), mentre risultano in diminuzione tutte le chiamate per altre tipologie di motivi. Nel terzo trimestre l’incremento nelle richieste di informazioni sul 1522 è più contenuto (+1,5%; da 2.006 a 2.319) mentre si registra un calo per le chiamate fuori target (-2,4%; da 1.142. a 1.136).

In diminuzione anche le chiamate da parte delle vittime (da 4.243 a 2.716; -35% per il secondo trimestre; da 3.752 a 2717; -27,6% per il terzo trimestre). La diminuzione sensibile delle chiamate da parte delle vittime è iniziata in modo consistente già nei trimestri precedenti del 2021.

Analizzando i confronti con il trimestre direttamente precedente (II trimestre 2022 sul primo 2022 e III trimestre 2022 sul secondo) si registra una diminuzione delle chiamate valide (-3,2% e -5,1% rispettivamente). Anche per le vittime si registra una prima diminuzione del -8,4%, mentre la variazione tra il terzo e il secondo mostra stabilità.

Le persone che hanno chiamato per la prima volta il 1522 nel secondo e terzo trimestre 2022 sono l’82,3%, dato che risulta leggermente inferiore rispetto ai trimestri precedenti e rispetto agli stessi periodi del 2021. Tra le vittime questo dato risulta in aumento e raggiunge, per il terzo trimestre, il 92,9%.

Le vittime che hanno contattato il 1522 e hanno segnalato di avere subito più tipologie di violenze sono il 67,4% dei casi nel secondo trimestre e il 65,3% nel terzo trimestre. I dati relativi al secondo e terzo trimestre 2022 continuano a confermare quanto analizzato finora, ovvero che quando le vittime contattano il 1522 più di frequente segnalano la violenza fisica come la violenza principale che subiscono, ma considerando tutte le forme di violenza subite, quella psicologica è la più frequente.

Nel terzo trimestre 2022, oltre il 53,2% delle vittime dichiara che le violenze vengono subite da anni, valore in diminuzione rispetto al secondo trimestre 2022 (55,8%). A partire dal I trimestre 2022 il dato relativo alle richieste di aiuto di vittime che hanno subito pochi o uno episodio di violenza, si è attestato intorno al 10-11%.

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Immagine di copertina: Ansa